Il corso sta volgendo a termine e io, dopo l’incertezza iniziale blog-o-non-blog, mi sento di fare alcune considerazioni:
- Il blog.
Primo pensiero: ma a chi vuoi che importi quello che scrivo nel blog? Secondo pensiero: non scriverò mai niente di me stessa in un blog! Terzo pensiero: però potrei provarci.... Problema: il tempo! Non credevo ci volesse così tanto tempo! È come avere un cane. Non puoi coccolarlo i primi giorni e poi abbandonarlo a se stesso. Beh, in teoria potresti, però, dal momento che hai deciso di averlo, non puoi tirarti indietro appena ti è venuto a noia. però, davvero, non credevo ci volesse questo impegno. Cosa scrivo?come lo scrivo?Quando lo scrivo? Poi sarò io che mi faccio mille problemi per tutto….
-Nessuno che ti dicesse come fare, solo cosa fare.
Quando ha parlato di feed sono andata in paranoia. Che diavolo erano i feed? ho spulciato internet e scaricato ben tre lettori di feed, per poi scoprire che su blogspot c'è una misteriosa icona che mi permetteva automaticamente di metterli sul blog.
Insomma, lei ci dava i compitini e certo noi potevamo chiederle aiuto ma non teneva lezioni per spiegarci come fare, in modo che poi, da bravi studenti, lo mettessimo in pratica. Che nervi! E invece è stato meglio così. L'informatica è talmente vasta che anche facendo le lezioni avrebbe dovuto fare una cernita degli argomenti, e visto l'uso sempre maggiore del computer alcune lezioni sarebbero risultate banali per alcuni, incomprensibili per altri. Poi, proprio perchè l'informatica non solo è vasta ma in continua e velocissima espansione, lei, non dandoci nozioni, ci ha obbligato a cavarcela da soli, aiutandoci magari l’un l’altro, le uniche due cose utilissime da imparare per andare avanti con tutto il resto. E alla fine, dopo che hai campito feed, delicious….con le tue sole forze, c’è anche un po’ di soddisfazione!
Ma c’è una cosa che mi ha dato fastidio, il cercare così tanto di farci comunicare. Il blog fa parlare di se stessi, ma non si è costretti a scrivere cose personali e nessuno è costretto a leggerle, ma con twitter è stato un po’ diverso. L’ho fatto essenzialmente per curiosità, ma non sono riuscita ad usarlo molto perché, non conoscendo quasi nessuno degli iscritti, non sono riuscita a parlare liberamente con gli altri per quanto uno degli obiettivi, se non sbaglio, fosse proprio questo: conoscere nuovi “colleghi”.
Solo un'ultima cosa, che credo tutti noi dovremo riconoscere. Con questo esame ci è stata data la possibilità di esprimere i nostri pareri, una libertà non da poco. Siamo stati liberi, liberi di scegliere come fare l'esame, liberi di gestire i tempi, di esprimerci come volevamo. Ma soprattutto ci è stata data fiducia, come se ci fosse stato detto "sapete cosa fare, prima o poi , tranquilli, capirete come”. Niente scadenze, pochissimi obblighi. Tutto è stato in mano nostra. Per una volta, in questo mondo universitario che troppo spesso guarda solo ai professori e alle loro esigenze lasciando indietro proprio gli studenti che invece dovrebbero trarne il maggior vantaggio, c’eravamo noi, con le nostre idee e le nostre scelte, eravamo noi “l'ombelico del mondo” .
lunedì 12 maggio 2008
Compito 9....l'ombelico del mondo!
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