Dire che l'articolo del profesor de Bernard è molto interessante, mi sembra alquanto scontato. è un articolo vero e per questo scomodo. è scomodo perchè quale docente vuol vedere scritto che dovrebbe insegnare solo chi " ha la testa ben fatta", ben diverso dall'averla "ben piena", e che i prerequisiti, imprescindibili, dell'insegnamento, sono l'essere innamorati della propria disciplina e avere "l'umiltà e il desiderio di trasmettere questa passione ad altri"? Solo chi davvero si comporta così, solo chi è questo modello di insegnante, leggerà queste cose con piacere. gli altri? beh, credo che gli altri, dopo aver letto simili parole, potranno reagire o considerandole inutilità, oppure, più probabile, fingendosi con esse d'accordo, dicendo agli altri e dicendosi che loro sono quel tipo di professore. E forse, tra i tanti, ci sarà qualcuno che si dirà "mah, forse questo de Bernard ha ragione, forse dovrei migliorarmi, dovrei fare qualcosa in più....".
Quando studi qualcosa che ci piace, il professore competente ti aiuta a capirla e ad amarla ancora di più, ma un professore incompetente non riuscirà mai a toglierti la passione. il problema si ha con una materia che non piace: il bravo docente ti aiuterà a capirla e a capire che potrebbe,infondo, interessarti; il professore carente, te la farà sembrare invece più astrusa e odiosa.
La passione gioca un ruolo fondamentale nella vita, e anche nell'apprendimento. Saperla trasmettere non è dote comune e certo non deve essere facile. Infatti non è cosa richiesta a tutti. Però credo che, anche solo per i 2000 euro di tasse annui e per i 20 anni che passiamo nella scuola, abbiamo il diritto di avere dei professori validi, che sappiano trasmetterci passione e stimolare curiosità. Altrimenti potremmo affidarci semplicemente a libri che ci spieghino l'istologia e la fisica. Troppo spesso sono uscita da lezione pensando:"stamattina sarei potuta restare a casa a studiare da sola, sarebbe stato più proficuo"; ma non è giusto che sia così.
Voglio essere un bravo medico, e l'idea mi fa paura. Già essere medico implica una vagonata di anni di studio, di responsabilità, e un mazzo notevole da farsi. Ma essere un bravo medico è un'altra questione. Voglio essere un medico che, come dice de Bernard, sia colto e ricco di umanità, dove colto "non vuol dire munito di una testa piena, ma deve sapere, saper fare, e saper essere e infine saper sapere". E vorrei avere un modello a cui ispirarmi che non sia in qualche libro o in una serie TV, ma essere a stretto contatto, seguire le lezioni e gli insegnamenti di quelle persone che hanno una parte di responsabilità nella mia istruzione. Noi siamo studenti, e pertanto siamo in qualche misura nelle mani dei nostri professori. E se chi insegna abusa di un posto che non merita in quanto non è in grado di svolgere al meglio il proprio lavoro, cosa impareremo noi da lui che non potremmo trovare in un libro? non dico sia semplice fare il professore, noi studenti non siamo certo pecorelle mansuete. Ma è davvero necessario venirsi incontro, una collaborazione da entrambe le parti, per formare professionisti migliori ma anche perchè siamo tutte persone che hanno qualcosa da dare. Noi impariamo da voi, ma forse anche voi potreste imparare qualcosina da noi. Basta non essere egoisti, e avere il coraggio di confrontarsi. Altrimenti come è possibile definirci studenti e professori?
...rileggendo il post, ho notato che effettivamente son stata un pò dura e che l'utopia ha avuto il sopravvento. Non voglio criticare nessuno, l'ho detto che non deve essere facile fare il professore, e certo io non saprei come comportarmi, come fare a spiegare e a trasmettere passione e curiosità se mai dovessi trovarmi ad occupare un ruolo del genere
(ultima, piccola, noticina: "I have a dream"è una frase bellissima, anche se fa subito venire in mente un certo famosissimo discorso che mi sembra non essere conesso agli argomenti del seminario, insomma, p un titolo un pò fuorviante, o sembra solo a me?)
domenica 18 maggio 2008
I have a dream
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